PALAZZO DELLE PAPESSE - CONTEMPORARY ART CENTRE
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Good Vibrations. Le arti visive e il rock
Good Vibrations. Le arti visive e il rock
di Marco Pierini

p.192
colore

18.00 euro
Giunti Editore, 2006


Rivolgendo un rapido sguardo a ritroso sulla storia del Rock, ci potremmo accorgere senza fatica alcuna di quanto le strade della nuova musica giovanile si siano intrecciate, fino ad arrivare talvolta a sovrapporsi, con quelle delle arti visive. Parallelismi, correlazioni e sintonie fra arti non a caso definite sorelle vantano una tradizione lunghissima e ricca di frutti eccellenti, particolarmente abbondanti nel periodo che va dal Simbolismo alle avanguardie storiche. Eppure la vicenda degli ultimi decenni si segnala per l'intensità di questi rapporti e per la loro capacità di generare qualcosa di diverso, tale da apportare novità, se non addirittura trasformazioni, di portata non secondaria, nell'una come nell'altra disciplina. Qualche esempio, elencato senza alcuna pretesa di completezza o di sistematicità, sarà sufficiente per farsene persuasi. Già alla metà degli anni Cinquanta, con l'epifania del primo Rock 'n' Roll negli Stati Uniti, artisti come Ray Johnson – subito seguiti da Andy Warhol, Claes Oldenburg e George Segal, e da Peter Blake e Derek Boshier in Inghilterra – eleggono a soggetti delle loro opere cantanti e complessi, soggetti divenuti ormai comuni dieci anni più tardi e la cui fortuna perdura fino ai nostri giorni, senza aver conosciuto momenti di significativo declino. Tecniche e poetiche nuove via via elaborate hanno accolto la musica pop come ambito della loro indagine o come stimolo per la creazione, talvolta – è il caso di certi video o di alcune installazioni – incorporando non soltanto immagini desunte dal mondo della musica ma anche veri e propri inserti sonori. In parallelo i musicisti stessi hanno riconosciuto una contiguità con l'ambiente delle arti visive, e hanno coinvolto sempre più gli artisti nel proprio lavoro, affidando loro la reali...
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